Ci si può accostare senza mai incontrarsi

ci si può accostare senza mai incontrarsi
spazzati via dall'impeto di un vento
che tradisce
da un capriccio del destino.
commossi e tormentati dall'uguale
dallo scorcio che non muta
davanti le nostre finestre
snebbiano piano i reciproci volti 
ogni giorno snebbiano
ricostruiti
ogni giorno da capo
con la minuzia dell'artista
perché con arte ti rianimo
vuoto del corpo
buco, oscurità.
vieni con me una volta per i campi?
senza toccarci andremo

cercheremo un luogo a noi caro
e tanto ampio
dove seppellire queste due parole
che mai potremo dirci. 

Bianca Bi

A te resto devota

A te resto devota 

mia consolazione

inviolabile reliquia delle macerie

a te mi spalanco

perché non temo il tuo tradimento 

né mai potrei tradirti 

come non posso dire al cuore:

non battere

tu mi possiedi ora pulsi e ora taci

come ti conviene

con la tua alternanza capricciosa

senza apice né fine

ininterrotto affanno

a te mi abbandono

perché mai mi abbandonerai

nessun legame umano

come tu per me sarà

ossa, e sangue

albero, e vento

orlo, e abisso.

Bianca Bi

Immagine: Acquerello e matita su cartoncino “Albero al vento”, Bianca Bi.

Nell’ora dei rondoni

nell’ora dei rondoni

il cielo è tinto di colori che urlano

una gru sovrasta i tetti

dietro, il sole si accascia sui monti

le solitudini vestono di bianco.

una gru sovrasta i tetti

nell’ora dei rondoni che urlano

nera e nere le corde

piene di cappi.

le solitudini si vestono di bianco

nell’ora dei rondoni

i miei capelli che urlano

sono pieni di cappi.

Bianca Bi – 05/07/2020

Molte parole si abbandonano

molte parole si abbandonano

alla sconfitta

non hanno la forza di traversare

tutto ciò che sta nel mezzo

per incontrarsi

magari in certi silenzi

abbracciati.

io sono qui che ti aspetto

come si aspettano i treni

mai partiti

come si attende una nascita

o una morte

con la stessa pacata agonia.

c’è in quest’attesa

senza fine

amore un amplesso

una mostruosa

felicità

si annega più facilmente

gli occhi non bruciano

il mare è dolce

amore ha perduto

tutto il sale.

Bianca Bi

Almeno ora che finalmente ti somiglio

almeno ora che finalmente ti somiglio

adesso che le mie rughe ricordano le tue

insegnami ad affezionarmi a qualcuno

che stia al di là delle tue radici

e dei rampicanti

che mi hai avviluppato al corpo

sussurratori di secche preghiere .

mia regina, il sentore di un divenire

si acquatta tra di noi:

mi isserò fra i tuoi rami ferendomi

le carni

perché sia l’aria tra me e la terra

e io possa urlare la lentezza

della sbrinatura.

ma forse poi nel cauto

crescere dell’erba, guardando

il rovescio del cielo e i tuoi occhi

da dentro,

piangerò i tanti nodi

consolatori di piaghe antiche

e alla fine chissà con un fiato infantile,

un esausto brusio, ritornerò

nel fitto intreccio di capelli

e foglie

nel mescolio aritmico di radici

e ossa.

Bianca Bi

Gli occhi del vetro – Bianca Bi (racconto)

E’ passato qualche anno da quando ho smesso di lavorare. Ho dato alla società il mio contributo, si potrebbe dire. Ho fatto il mio dovere. Questi che leggete sono i miei pensieri. Spesso scorrono mentre sto seduta qui davanti alla finestra. Perché io scelga sempre questa postazione non lo so. So che quando il tempo si è messo a rallentare, dopo che ho smesso di lavorare, ho iniziato a percorrere le stanze passeggiando dall’una all’altra in modo inquieto finché non ho dichiarato la resa su questa seggiola davanti alla finestra. Dico la resa perché mi sembra che quel passeggio, quell’andirivieni fosse qualcosa che somigliasse ancora un po’ a una lotta. Un guizzo, uno scatto ribelle.

La finestra ora è chiusa, la stagione lo impone. Io a volte riesco a guardare oltre il vetro e vedo i tetti, i comignoli fumanti, i corvi che così, a volte e apparentemente senza ragione, cominciano a fare un baccano infernale. Ma col passare delle ore e il calare della luce si impone sempre più il mio stesso riflesso, il vetro mi imprigiona con la mia immagine e null’altro. Non crediate che poi distolga lo sguardo, non ci riesco. Guardo i miei occhi finché quasi mi sembra siano loro a guardare me. E poi ammutolisco.

Continua a leggere:

Ricopriamoci di prati

ricopriamoci di prati

per poterci toccare

sul finire delle radici

intrecciati al nudo umido

dei lombrichi

in quel luogo che chiamano

sottoterra

dove per tutta la vita abbiamo

tenuto capovolte le cose

incantati non dalla bellezza

ma dall’intelletto

o dall’eterna infanzia.

uniamoci di nascosto

dal fulgido sole

e dalla perfezione

come s’amano tra loro

due amanti avvizziti

come s’accostano perfettamente

le tombe e i fiori.

Bianca Bi