I nomi sono persi

biancabiblog

della parola Io
che reggeva il mondo
più non ho pena:
un buco se ben vedi è ancora appeso
su qualche flaccido pettorale. 
girovaghiamo tutti in senso stretto
tutti ci chiamiamo in egual modo
i nomi sono persi!
qualcuno li rincorre dentro il buio 
e voci a pregare: danne uno a me se l’acchiappi, 
fammi un nome.
i fili dai nostri polsi strisciano al suolo
non v’è pensiero o propria volontà
né v’è più il tempo
ma la volontà delle cose intorno a noi
è irremovibile
perpetuo è il domani in cui moriremo
e l’oggi in cui già non esistiamo 
non tramonta.

Bianca Bi

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È questo stare attonito dell’aria

sapessi quanto tempo impiego a vestirmi
mi pare di poter pensare tutte le cose del mondo
mentre mi allaccio la scarpa.
è questo stare attonito dell’aria
gli uccelli in cielo fermi
son le nuvole a muoversi e volare?
qualche gesto d’amore nel caos
un tocco di mano all’altra mano per caso
come il suono di qualcosa di vivo che l’orecchio distrae
carezze senza intenzione
sfioramenti
piccole consolazioni
tra corpi aggrappati.

ho finito
ora l’altra scarpa.

Bianca Bi

 

E’ uscito venerdì 28 settembre in tutti gli store e piattaforme digitali, “L’ esule”, il mio nuovo album autoprodotto. Registrato e mixato in casa tra Klaghenfurt e San Sebastiano (TO) tra luglio del 2017 e maggio del 2018. Alla produzione del disco hanno collaborato negli arrangiamenti (e mixaggio) il chitarrista compositore Nicola Bortone, la cantautrice […]

via L’esule, un viaggio lento nei deserti dell’anima — Mauro Pertosa

Dove non esiste l’ombra

qualcuno affonda coi miei occhi le cose 
fino al buio
dove le parole hanno crepe
che partoriscono forme ribelli
d’una purezza spalancante.
è lì che m’incontro
e mi smarrisco, nel buio 
dove non esiste l’ombra
e s’imparano gli oggetti con le mani
e misericordiosa cecità
mentre voi vi ostinate, sopra, 
a nascondere l’ombra dal sole
e incastrare labbra 
dentro le crepe delle parole
a vicenda persuadendovi
d’aver creato il silenzio.

Bianca Bi

Dipinto: “Campo di grano”, Francesco Bortone – olio su tela.

E sto tra l’uno e l’altro colpo

c’è dappertutto un ticchettio
un ticchettio nel fondo delle cose
che mi consuma le orecchie.
lo fa la scarpa rovesciata
il cucchiaio
le strade i lampioni e i tetti
il marciapiede e tavoli e finestre:
picchiano e picchiano.
e sto tra l’uno e l’altro colpo
e non sai quanta tortura
che tra l’uno e l’altro colpo
non si muoia mai.

Bianca Bi

Foto: “Presenze”, Chiara Panariti
https://cropstudiocollective.wordpress.com/projects/by-night/presenze/

Riproposta

In attesa che esca “Fiera” ripropongo questo mio brano, Naufragio.

“E insegni che non ci sono parole/ che a volte bisogna tacere/ che è come scrivere cielo sul cielo”.

Grazie.
Per chi avesse Spotify e volesse salvare nella propria playlist il brano o (piuttosto improbabilmente) condividerlo ecco il link:

Spotify

Qualche volta non si respira

qualche volta non si respira,
si sente tutta una terribilità acquattata sotto i sassi
e anche gli uccelli inciampano
nell’aria
con la paura per pochi istanti 
di cadere.
il tempo è un riflesso che percorre 
le cose bianche, 
agghiacciate.
i passi si fanno perpetui 
sulle proprie impronte.
qualche volta non si respira
tra la folla.
chi sono io 
in mezzo a tutta questa gente?

Bianca Bi

Dipinto: Ernesto Treccani