Senza Titolo

le parole cadono dalla vostra bocca
e si rompono
io cerco di aggiustarle come posso
che ci crediate o no vorrei capire un poco
di quel che dite
ma le cose divorano
i loro stessi nomi
già mentre questi vi escon
dalla lingua
voi siete muti gli orologi rotti
vi scherniscono
tenete fili d’aquilone e dite: vedrò bene dall’alto tutto quanto
voi volete contornare il bianco
per farlo iniziare a finire
perché il tempo vi preme di sottomettere
e lo spazio
voi dalle mani danzanti
che  costruiscono il come si chiama
che calan cemento
sulla base dei corpi
voi dalle dita incallite.

le mani dovrebbero danzare per disfare
la bocca parlare per
disdire
ma nel disfatto e nel disdetto
in quell’immenso mare di silenzio
che un nome non lo può avere
o forse è sangue,
nervo,
vena,
ossa
si è statue purissime e belle
che il mare custodisce geloso abbracciandole di solitudine.
disperandole

Bianca Bi

Ad Avola

Ad Avola gli scheletri delle case brillano bianchi e crudi
gli animali hanno ancora
l’usanza di crepare in strada
e le carcasse sono bianche anch’esse
come le case e pure e nude
qualche macchia rossa
sporca i campi gialli
zoccoli di cavalli e motorette
le strade ancora minacciate
dai rovi e le sterpaglie
ancora muoiono uccelli caduti
giù dai nidi
puzza il porticciolo di passati
e anche il fare è un dimenarsi nudo e bianco
come le case e le carcasse e il pesce fuori d’acqua
qualcuno va senza che l’altro nel salutare dica: torna.
La gente ad Avola soffre di imminenza
non è ingannata dal moto del mare
attende senz’altro di fermarsi
e biancheggiare
come le case
e le carcasse il pesce e il fare.

Bianca Bi

Il signore col carrello

il signore col carrello ha secche mani
gli occhi vinti come al crepuscolo la luce
che mentre avanza già si spegne e dietro
è notte
dentro la nebbia egli sta come gli infanti
nell’umido di una riva di lago
sbiadendo
vive di tutte le cosucce di cui ha cura
il carrello la propria carne
e l’ossa
i tanti oggetti che di continuo tocca
e mette a posto bene e con premura
quegli oggetti innervati ancora immoti
quando tutto il resto con gli ultimi rondoni
già è migrato
io gli saluto il volto che domani loro solo vedran quieto
e sarà notte e noi con gli occhi lo sappiamo
tutto il silenzio dopo il ciao

Bianca Bi

Per Andrea

stiamo per cadere
siamo sempre sul punto di cadere
ma non ce lo diciamo.
io ti osservo di nascosto
ogni giorno. ieri bene ti ho visto
le mani e quanto belle
come rami possenti contro
lo scirocco
che per un uccelletto che non sa
fendere tant’aria
quelle tue carni in ferro
sarebbero giaciglio.
ah Andrea, Andrea che non conosco!
io abito dove dimora e fugge il vento
per questo mai mi raggiunge la tua mano
per questo ti osservo di nascosto
e t’amo da lontano.

Bianca Bi

Fa’ di me un giaciglio d’erba

fa’ di me un giaciglio d’erba
su cui si appisolano suppliche
e lamenti e si
adagian le foglie, pianto
tenue del legno
carezzata dal vento
lieve
del tuo respiro e basta.
questa è Vita
folle Padre, Tu
che mi fecondi
in quel tormento amoroso
di Croce e fiori, Tu
che per farmi vivere
mi muori.

Bianca Bi

A volte t’immagino

a volte t’immagino suonare il piano
e io ad ascoltare senza pensare a nulla
supina sul letto
ma sopratutto la naturalezza
delle cose che seguono l’andare
delle note e non si ostinano
e non v’è brevità di tempo
né fretta di vita.
t’immagino pensare a me quando suoni
e a noi due e forse il mare ma solo noi
nel mare e qualche gabbiano – che bel verso i gabbiani –
o le rondini – che ricordo l’anno passato
giunsero quasi a maggio –
e noi in silenzio e guai a parlare.
t’immagino suonarmi il corpo
coi miei toni preferiti e i tuoi suoni più caldi
allora mi alzo adagio adagio
le note volano indomate
mi siedo le ascolto
e a una a una
le innamoro
ciascuna al proprio tasto.

Bianca Bi

Ho iniettato cianuro alle parole

ho iniettato cianuro alle parole
e cadono via dai fili tessili
agonizzanti
infine polvere
e le cose libere dai perimetri
umani
corpi svuotati 
e ci si pietrifica come la morte
come la morte all’infinito si accade
e non si muore
le parole han tradito

ma quella cosa quella sorta di caos
che fa piovere cenere sui capelli bruni
e sbianca le vene
da sempre è fedele come solo una madre 
come solo Dio che – ascoltalo bene –
è così silenzioso

(e gemiti. punti. gemiti. e pene)

Bianca Bi