14 Ottobre

il mio nome
e non so più leggere
è scritto sulla pagina
insieme a cose come notte
albero tappo sangue
luna faro strada
fiore
tutto inventato
mamma?
tutto un bianco e nero
la pagina è un piccolo tutto
pieno di piccoli segni strappi onde capi
e punti
il più denso:
c’è un dirupo d’inchiostro a chiusura
del testo
che lo leggo così bene

Bianca Bi

(disegno: Bianca Bi)

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11 Ottobre

nello stare delle cose
come bottoni attaccati a un solo filo
noi e la terra, questo immenso cappotto
d’erba forata:
due passi un albero e una pietra
due passi un albero e una pietra.
dicono ci sia l’amore tra un ramo e un uccellino
io penso e già mi cade di mano la matita
il filo del discorso si sfilaccia.
scrivere silenzio è una menzogna,
dirompente il tintinnio
di bottoni cadenti.
e il cinguettio per carità?
il cielo non ha ombre.
le nuvole hanno sete.

Bianca Bi

9 Ottobre

ogni ombelico è un nero dirupo 
appena dopo le bocche. di prati 
di foglie gradevoli è ricco il suolo 
ma sotto sta il verme lontano dal sole 
e il brulicar di cos’altro nascosto
dietro rosse fronde e gialle i pallori invernali,
i pozzi in legno
l’orecchio teso al rumore del volo:
di bugie è custode anche l’autunno.
implacabile il circostante a tratti travestito,
gli oggetti non lasciano spazi
nelle nostre ampolle ma quanto ostinati
questi – voi – occhi che ogni 
dì guardano a est aspettando l’alba
e il vecchio autunno salutando
per amor di un giovane inverno.

Bianca Bi

Ora

ora il cielo è un profondo miele
le mie dita moribili
s’abbandonano sopra
le sue sfumature
carezzandole
c’è del sangue di papavero
dello sperma di mare
un latte di donna
che ho voglia di bere
il sole regala il suo ultimo oro
al seno dei monti, lo getta
su schiene di nuvole nude
e nel bianco ventre della terra
anche io, ora
ho paura di sparire

Bianca Bi

Io vi saluto da aldilà della nebbia

io vi saluto da aldilà della nebbia
dove la luce è chiara e raggi
pungono come piccoli pugnali 
gli occhi appena schiusi
per amore vi saluto e per pazzia
per udire un silenzio quando
il mio nome pronuncio e il vostro
e quello delle cose
per la bellezza esatta di una lancetta
che non percorre il tempo 
e non ha mete e non è rotta
io vi saluto da aldilà della nebbia
con la manina alzata
di un bambino che lascia casa vecchia e piange 
ma gli batte forte il cuore
con la paura di una foglia su cui incombe un autunno 
il viaggio
io vi saluto perché sono tra voi 
come una nave che con le vele spiegate
e il vento a favore
non può che lasciare il porto