Ti chiamo per nome ora

ti chiamo per nome ora
per dirti solo quello che si dice a un nome 
e nulla più,
il tuo nome misterioso e offuscato.
io ti chiamo per nome per dirti qualcosa di buio
e di infantile. 
che i fili, cioè, odiano i buchi
e noi anche li odiamo, tu lo sai
ma sono nostra straziata vocazione.
questi grandi dirupi neri
che addobbano il tessuto 
della terra. che vivono lo spazio
e il tempo dei nostri occhi chiusi
il tempo e lo spazio infiniti
tra le lettere, le forme
una matita e il foglio, un palmo e il chiodo.

è vero, siamo precipitati
ma io ti chiamo per nome e poi
ti dico il mio
e ti dico che il mio nome a fianco
al tuo
suona come un vento, 
Gesù.

Bianca Bi

Opera: Tindar, Radici.

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C’è un capello per terra

c’è un capello per terra
non so che farne
dove riporlo.
qual’è ora il suo posto?

i capelli hanno questa condanna:
di esistere anche da soli, fuori dal tempo.

sta lì.
tutto il dintorno
sottolinea
la sua tremenda infinita domanda.

Bianca Bi

Io devo dirti una cosa

io devo dirti una cosa
ma dopo che l’avrò detta
la chiuderò dentro un baule
sotto tutti i panni in disuso
l’adagerò sulla spuma del mare
perché sia tortura per i sassi lontano da bocche 
umane
da orecchie sorde all’agonia di un’onda.
resisterà come le disperate cose
che non hanno fine.
dopo che l’avrò detta non potrò più
guardare nei tuoi occhi
che mai sono stati miei
ma che ho tenuto stretti stretti
in un centimetro di pelle,
volerò nel vento
insieme a qualche piuma
come una paziente formica
porterò il mio fardello senza peso.
dopo che l’avrò detta io sarò
più sola che mai, poi
non avrò più voce: ti amo.

 

Bianca Bi

Scultura: Museo sottomarino di Lanzarote. – Jason de Caires Taylor –

Bianca Bi

Grata a Cristina per l’ospitalità e al Gruppo Zaum per la pubblicazione.

il giardino dei poeti

Copertina_ZAUM 2019 _Bianca Bi.jpgbibiwp (1 of 1)-01-01gruppo Zaum edizioni

Una foglia s’inventa le ali

Questa di Bianca Bi è una raccolta che sintetizza sentimenti e passioni tra percezione e pensiero.
Emergono le pulsioni del corpo, in modo delicato ma al contempo forte, quando gli istinti e i sensi sono ispiratori di versi come questi:

sei una mano alla maniglia tra una parola
e il punto, lo strappo del mare
tra una parola e l’altra

Il tentativo di sublimare è vano se non se ne accolgono i limiti, se non si sperimentano le modalità con cui vengono registrate dalla coscienza:

ho annusato la viscosità dei liquidi,
ho percorso le linee dure del legno
e le curve dolci dei suoi nodi:
piccole fessure sull’anima delle cose

Il linguaggio poetico si fa metafisico, in un’analisi che coglie ogni vagabondare psichico; tale espressione lirica, nei passaggi segreti, (come camminamenti rocciosi di quella stessa umanità che agogna a livelli più alti…

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