via Mariangela Ruggiu

Annunci

Io non so cercare la parola

io non so cercare la parola 
senza l’urgenza
del sangue e della sete.
non so cercare con calma la parola
senza sporcarla dell’inciampo
di Cristo  
della devota caduta
del primo sacro petalo 
che comunica alla rosa il tempo
dell’inchino.
non so cercare una parola migliore
di questa 
che si s’compone
in frammenti 
e schegge, residui e lembi
e spalancamenti
per diventare impalcata
Solitudine.
io non trovo altra parola che questa
eterna e sola
questa parola sola.
eternamente bianca

Bianca Bi

Scultura: Particolare della Monumentale via Crucis.
Santuario Madonna dello Splendore.
Scultore: Ubaldo Ferretti

Fotografia di Angelo Gozzi

Come un piccolo terrore di seta

c’è un istante in cui 
la goccia è piena di tutto
il peso possibile,
poi cade.
se giù da un ramo
tutte le foglie tremano
protese.
se giù da un petalo o un sasso
o un filo di corrente
si leva un crepitio
come un piccolo terrore
di seta.
l’aria si spezza 
la guancia rabbrividisce
poi l’abbandono
un silenzio fatto di occhi
appesi,
di tutto il fragore dei crisantemi.

a volte si vuole sfiorare
un passante
quando piove.

Bianca Bi

Ecco com’è lasciarsi ogni volta

ecco com’è lasciarsi ogni volta
lasciarsi è ogni volta lo stesso.
come due treni che partono
per direzioni opposte
e manca il tempo per fermare
i dettagli 
di un volto che si incrocia,
che mentre si desidera
mentre s’ama
è trascinato via coi suoi tratti già
perduti
e smarginati e fusi
con tutte le cose dintorno
che poi scompaiono.
ogni volta
io non so ricostruirti, mai.
e poi sempre tutti i restanti guardano
tutti guardano sempre al mio fianco
dove non c’è nessuno.

Bianca Bi

Presagio

cos’è qesta atmosfera che scuce 
gli oggetti
e li inarca in pose spietate?
questo dislessico ammutinamento?
incombe una nuova parola.
tutto sosta silenzioso
nell’imminenza 
in un centimetro del tempo
tremolante e teso.
a qualche secondo
dal fragore
netto
che farà il presagio
quando suolo toccherà
nel mio
s’finito corpo.
sopra ronza un insetto, quello di prima.
come se niente fosse
ronza.

Bianca Bi

Dipinto: Francesco Bortone. Senza Titolo. Acrilico e bomboletta su tela.

Ti chiamo per nome ora

ti chiamo per nome ora
per dirti solo quello che si dice a un nome 
e nulla più,
il tuo nome misterioso e offuscato.
io ti chiamo per nome per dirti qualcosa di buio
e di infantile. 
che i fili, cioè, odiano i buchi
e noi anche li odiamo, tu lo sai
ma sono nostra straziata vocazione.
questi grandi dirupi neri
che addobbano il tessuto 
della terra. che vivono lo spazio
e il tempo dei nostri occhi chiusi
il tempo e lo spazio infiniti
tra le lettere, le forme
una matita e il foglio, un palmo e il chiodo.

è vero, siamo precipitati
ma io ti chiamo per nome e poi
ti dico il mio
e ti dico che il mio nome a fianco
al tuo
suona come un vento, 
Gesù.

Bianca Bi

Opera: Tindar, Radici.