Almeno ora che finalmente ti somiglio

almeno ora che finalmente ti somiglio

adesso che le mie rughe ricordano le tue

insegnami ad affezionarmi a qualcuno

che stia al di là delle tue radici

e dei rampicanti

che mi hai avviluppato al corpo

sussurratori di secche preghiere .

mia regina, il sentore di un divenire

si acquatta tra di noi:

mi isserò fra i tuoi rami ferendomi

le carni

perché sia l’aria tra me e la terra

e io possa urlare la lentezza

della sbrinatura.

ma forse poi nel cauto

crescere dell’erba, guardando

il rovescio del cielo e i tuoi occhi

da dentro,

piangerò i tanti nodi

consolatori di piaghe antiche

e alla fine chissà con un fiato infantile,

un esausto brusio, ritornerò

nel fitto intreccio di capelli

e foglie

nel mescolio aritmico di radici

e ossa.

Bianca Bi

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