Archivio mensile:aprile 2016

Io vado

Quanto poco si posa lo sguardo

e si riposa

in questo rotolar d’ossa nella vita

senza ritmo di piedi

né volere di muscolo,

io vado

e vado

nell’abbraccio impreciso di

questo ammasso di tatto che deruba

la pelle

del suo centimetro di pudore

e non v’è fiore che soffermi

o quieta alba che commuova

o punto esatto del dolore che mi possa orientare

vado e vado e tanto vado

e Tu?

quando giungo nei pressi del tuo stare

con le salde gambe color legno

ecco afferrami  al tuo appiglio

che a me basta ritornare un po’ più in la

un po’ più indietro

in quella danza di passo che era il vivere

ancora in tempo per non cadere

Bianca Bi

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A.

ti saluto ad occhi secchi i tuoi profondi e muti

ti saluto la stanchezza l’affanno dentro l’alba il tuo sorriso latteo

che se ogni tanto ripercorro  sprofondo dentro un blu cobalto

appena qualche metro sotto l’esistenza

non avresti dovuto abortirti le rughe

e lasciarmi incurvare da sola

e io avrei dovuto qualcosa…qualsiasi, un ciao.

ti saluto di malavoglia e con le dita serrate

in questo tuo prato di miele in cui ti sei andato a scomporre

per questo addio appeso che non ha avuto modo di piangersi.

Bianca Bi

Si è lacerato l’abbraccio dell’edera

si è lacerato l’abbraccio dell’edera
un’assenza è rimasta nei luoghi comuni
nelle mie stanze una fioca luce
e penombra di parole
cocci sparsi idee sgualcite.
ho preso il primo vento che passava
per guardare alle nuvole gli occhi
e imparare da loro ad ammaestrare il vuoto
qualcuna si è fatta cupa…
il vento è fermo all’ultima stazione
un corvo gracchia minaccioso
o forse ride? fugge?
si sfaldano le nubi in piogge sanguinose,
l’altitudine gravida di precipizi è partoriente.
che si apparecchi il posto vuoto
m’avvinghi ancora alla sua pietra il suolo
rialzatemi fiori e bambini
ché ho confuso il cadere col volare.

Bianca Bi

Il Suono di Campane

non senti questo continuo rintocco di campane?

non sarà stanco il tempo di suonare?

ho uno scrigno nascosto sotto terra da quando son viva

ed è ricco di sogni e desideri e di abissi sconosciuti

ma guardalo sto mare

è vuoto di pareti che rimbalzano il suo nome

guarda ancora un poco il mare

vedrai l’ormai annaspare dentro il moto perpetuo dell’onda

e sentirai così…

come un lamento del tempo,

il suono di campane.

Bianca Bi

Senza Tanto

Seta…

un venticello un azzurrino,

il bianco

una chiarezza a carezzare ombre

a sparpagliare lame

a ciondolare mani

ci si può cullare i sogni

dalla schiena curva,

dalla barba incolta

di poco poco si può fare quiete

di poca quiete si può fare vita

ma d’illusioni non si fa presenza.

Bianca Bi