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Ricopriamoci di prati

ricopriamoci di prati

per poterci toccare

sul finire delle radici

intrecciati al nudo umido

dei lombrichi

in quel luogo che chiamano

sottoterra

dove per tutta la vita abbiamo

tenuto capovolte le cose

incantati non dalla bellezza

ma dall’intelletto

o dall’eterna infanzia.

uniamoci di nascosto

dal fulgido sole

e dalla perfezione

come s’amano tra loro

due amanti avvizziti

come s’accostano perfettamente

le tombe e i fiori.

Bianca Bi

Ti vedo vicino a me

ti vedo vicino a me

nelle circostanze più banali:

passeggiamo per la strada

saltelliamo qui e lì per evitare le pozzanghere,

tu fai i tuoi soliti gesti

e io che non resisto ti do un bacio.

sulla guancia ti bacio

che è ancora luogo d’innocenza.

ti bacio sulla guancia

dove un bambino e una bambina

inseguono aquiloni e si tengono per mano poi,

col sorriso e il fiatone e il futuro

e le scarpe infangate sopra i calzetti

bianchi e senza colpa.

ti bacio l’infanzia con la mia

e puntualmente mi sanguino la bocca

tra le spine della tua barba

e annego dentro gli occhi della donna

che non ti sono accanto

e lo vedo bene, perché solo è

il riflesso che attraversa le vetrine

con i calzetti bianchi e tutto

il passato caduto nelle pozzanghere

da cui ci tortura costante

tra due nuvole colpevoli

uno spicchio di cielo.

Bianca Bi

Immagine presa dal web.

Così è questo il crollo

cosi è questo il crollo

che chiamano amore

è questo il tormento di aver perduto

il corpo

di non poter dire più questa

è la mia mano ed è il mio fianco

e il mio collo

e tu lo sai superba radice, spina

tortuosa?

lo sai di avere il mio collo e la mia

mano e il mio fianco?

e di essermi tortura?

perché quando ti vedo

contro di me si schiudono le porte

mie tutte

contro di me

la mia piaga invoca il tuo coltello.

Bianca Bi

Di sangue e terra

Anticipo con questo singolo l’uscita del nuovo Album “Di sangue e terra”. Ho tentato di fare un salto dallo stile acustico/minimale/intimista a sonorità più decise, rabbiose, oniriche.

Grazie dell’ascolto eventuale. Bianca

La copertina è un’opera di Francesco Bortone.

*

quando ti vedevano assorta

si stupivano.

si domandavano dove andasse

il tuo pensiero

quanto lontano ti portasse da loro.

non vollero mai capire

che per te la felicità 

si abbracciava a una sigaretta 

e la disperazione 

a una sfumatura scura nel cielo

e niente più.

ammazzarsi è un gesto come un altro

come cercare la matita degli occhi

nell’astuccio dei trucchi.

Bianca Bi

Poesia d’amore

sai che non amo le coincidenze

e sono un po’ superstiziosa

e mi terrificano

gli invisibili legami tra le cose

che sembrano accordarsi

a volte

perché tutto vada storto.

così mi brucio le mani col caffè

mentre gracchia una cornacchia

e l’orologio segna cifre doppie

e qualcuno in lontananza ride.

però ora che alzi gli occhi su di me

proprio dopo che ho immaginato

il mare

e sull’orologio le lancette sembrano 

incerte e smarrite

io sono con l’inciampo del passero 

sul balcone

con la foglia del faggio che accanto

cade

con la nuvola che cela il sole

con il chiodo che d’improvviso cede

tutto commosso

e infrange al suolo un quadro

io sono con tutte le cose 

perfettamente storte 

in quest’attimo eterno che

guarda

il nostro sguardo a-mare.
Bianca Bi

Nel lento morire del sole

nel lento morire del sole

la nostra certezza.

ecco lì finisce il giorno!

nel tratteggio ambrato tra il blu

del mare e il blu del cielo, nel limine

palpebrale tra osservatore e osservato.

si presume di esistere

se un’impronta è più piede che suolo

e un suono è più voce che verso.

ma guardate come viene a salvarci

la notte disumana

che ruba il colore delle cose

e dona loro occhi agguerriti e fissi.

guardate come ci salva la notte

da tutti i nomi diritti sui calcagni

ora vacillano, lentamente e zoppicando

come nuvole straziate

sembrano obliare le stelle con impronte deformi

e dissennate.

le mani cercano il volto e toccano

l’aria e l’avorio e incavi e

buchi e non sono più mani

ma verso di vento

perché in questa notte disumana

che ci condanna e che ci salva

non c’è nulla a cui aggrapparsi

nemmeno un contorno su cui

sanguinare le unghie.

Bianca Bi

Mi somigli

ti somigliano alcune nuvole

dilaniate dal vento

filamenti ondosi d’oro e d’amaranto

insaziati di mitezza e devozione

ti somiglia l’errore di scrittura

la parola cancellata, tutta nera 

e vanitosa 

ti somiglia ciò che cade

e si scompone, o sosta

nel rovescio 

come nel buio l’ombra

ti somigliano le stanze disadorne

e pazienti

vegliate da mura che pregano rosari

con occhi irremovibili 

gli orli tutti ti somigliano

spezzati

affacciati all’interrotto

gli apostrofi i due punti

e i vetri di finestre offesi

da cui passano gelidi gli aliti notturni

ti somiglia il canto del merlo

il crepuscolare lamento del grillo

somigli all’occhio della carpa

quando guizza appesa all’amo

e al pescatore che brama,

somigli.

somigli al bilico di un fine inverno

ai fiori raggelati di Marzo

all’inferno salato di alcuni porticcioli

quando il mare è grosso di onde

che percuotono le cosce al molo

mi somigli quando parli e taci e parli

e taci

come le lucciole e i metronomi e le onde

quando mi guardi un attimo prima

e domandi: ci pensi che si muore?

ogni giorno.

rispondo.

Bianca Bi