Ora le maschere tengono i fili

ora le maschere tengono i fili
a uomini di stoffa
l’occhio di bue è puntato
su smaniose piroette
senza tregua:
una luna piena che non lascia
scampo alla notte:
si vergognano le ombre.
dietro le quinte della parola
non c’è nessuno. nessuno
a tenere il tempo. nessuno
alle corde perché si chiuda
il sipario.

Bianca Bi

Dipinto: Mario Lattes – Autoritratto con marionette.

Nel silenzio

nel silenzio
il tempo è fermo
i vostri gesti
cristallizzazioni di transiti
un volo immobile
di corvi
un oggetto in caduta
che non deflagra
io solo mi muovo
tra voi e tutto intorno
carezzo il futuro
come ricordo.
tocco le cose sospese
che non attendono nulla..
il presente
non ha doglie nel silenzio
..nemmeno la luna.

Bianca Bi

In foto: Bianca Bi _ Disegno tra appunti_

In metro guardando nell’angolo a sinistra

nell’angolo a sinistra
sulla finestra un vaso.
vicino un tavolo. sopra
un cavatappi e il vino
poi il tappo lì accanto,
così mi pare. lo spazio
è inaffidabile. le pareti
sono lontane. entra
una farfalla, non riconosce
nessuno dei nomi
difettosi (la bottiglia
è liquida, il vino
di vetro). niente
lega tutte queste
cose nessuna mano
le tocca una
dopo
l’altra.

Bianca Bi

Fotografia di Bill Armstrong

Nella conta dei lutti

Claudia Zironi

    

Nella conta dei lutti
amico mio
tu che sei di tanto avanti, dimmi
si diventa immuni dal dolore?
O i dolori si sommano in un cuore
sempre più gonfio e crepato, invecchiato
prossimo all’esplosione. Lo rende spento
tanto dolore, il cuore, piccolo e duro
come un sassolino di cava, opaco
un grumo immobile, nero. Dimmi
o se il dolore invece lo fa leggero
e trasparente, e il cuore vola via
lasciandoci soli.

      


Claudia Zironi
inedito, 2019

   


In apertura: foto di Minor White

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la pianta nella mia vecchia casa sta morendo.
io non so spiegarmi lo strazio che ne provo.
insomma ci sono le guerre, i morti, i lutti
i cancri dovunque attorno.
ma la pianta nella mia vecchia casa sta morendo
e lo strazio che ne provo non me lo so spiegare.
forse è il dolore dei fogli percorsi dalle parole
l’orrore
di una metafora che trasmuta in materia.

Bianca Bi

Dipinto: Monet “Il bacino di Argenteuil con una barca”. (Danneggiato)

È autunno d’improvviso

è autunno d’improvviso.
c’è nelle cose un dettaglio
che le piega tutte.
le sirene hanno suoni stravolti
il pane non si muove da ore
un’aria umida svilisce i peccati
il corpo ha vene asciutte.
in cucina
il rubinetto ora gocciola un difetto.
ma è il suo un parlare agli alberi
di attesa 
della nudità, di radici aggrappate al cielo
dove colme sono le nuvole
ma ogni goccia è una solitudine.
cosa volete che scriva?
guardate come tutto urla
il colore nero dei fogli.

Bianca Bi

Dipinto: Francesco Bortone, acrilico su tela.

Stai attento quando scrivi

stai attento quando scrivi 
delle cose 
di alcune forme
quando scrivi di buchi.
fai attenzione allo spazio
necessario al Fiore quando ha petali
inchinati
ripara dal vento impetuoso
la carta se scrivi il Mare
e accetta che il Mare ami la Morte.
fai spazio alla Luna che c’è in ogni Poesia, 
alla cancellatura che subisce da sempre
al suo mistero di sillabe oscure.
ricordati di rovesciare ogni cosa
quando scrivi la Notte
inizia dalla fine, sia bianco come il sogno l’inchiostro.
riparati dalla maternità delle vocali
alcune oblique. sono bocche
spalancate.
ammansiscile, acquietale carezzale.
non scrivere più di ciò che 
possa contenere 
l’ampiezza del tuo capo.
non superi mai la parola Infinito
la superficie del foglio.

Bianca Bi

Opera: Takesada Matsutani, Superposition 92-2. 1992